ARBITRO AGGREDITO A CALCINAIA. ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI

L'Eco del Monte e del Padule 26 dicembre 2012 3
ARBITRO AGGREDITO A CALCINAIA. ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI

Pubblichiamo con sincero piacere la lettera firmata di un lettore ad integrazione dell’articolo del 23 dicembre scorso in merito alla vicenda avvenuta al Palazzetto dello Sport  di  Calcinaia in occasione del derby tra le rappresentative giovanili del Calcinaia e del Pontedera; approfittiamo dell’occasione offertaci dal gentilissimo Massimo Paoli (firmatario  della lettera) per poter integrare la notizia di ulteriori precisazioni e per esentare da ogni forma di giudizio quella fazione del pubblico che ha continuato a tenere un comportamento corretto sino al termine di tutta la vicenda. Purtroppo, come sempre accade anche in ben altri contesti,  poche “mele marce” contribuiscono a guastare tutta la “cesta”, e questo è ciò che anche la testimonianza del Signor Paoli conferma. La redazione de “L’Eco” rimane comunque a disposizione di chiunque voglia aggiungere la propria sulla vicenda (a patto che l’intervento “firmato” rimanga entro i binari della correttezza e della obiettività), sottolineando comunque il fatto che seppur la vicenda possa aver giustamente acceso gli animi del campanilismo, è anche giusto e doveroso che si possa mettere un pietra sopra l’accaduto, vista la correttezza e l’integrità morale sempre dimostrata dal tecnico dell’ AB Calcinaia, caduto in un errore che non può e non deve inficiare l’ottimo lavoro di educatore svolto per anni.

“Egregio Direttore, ho letto l’articolo pubblicato relativo alla partita di basket tra le compagini under 13 della Juve basket Pontedera e AB Calcinaia, svoltosi il giorno 22 dicembre u.s. presso il Palazzetto dello Sport di Calcinaia.

Ero presente tra il pubblico, spettatore disinteressato , non avendo figli in campo in nessuna delle due formazioni.
La ricostruzione dei fatti proposta nell’articolo merita alcune puntualizzazioni, dovute alla realtà dei fatti.
1. il clima era certo caldo, come si conviene ad un derby, particolarmente sentito da entrambe le società. Nel palazzetto erano presenti le rispettive tifoserie che sostenevano con il proprio incoraggiamento i proprio colori. In campo la partita, fino all’intervallo, è stata certo combattuta dagli atleti, ma sempre con la dovuta lealtà e sportività. Lo conferma il riscontro che nessun atleta è stato sanzionato dall’arbitro con il fallo tecnico, sanzione che si eroga per condotta antidisciplinare o irriguardosa verso il direttore di gara.
2. il comportamento del coach della formazione del Calcinaia è stato certamente grave, contrario ai principi di lealtà e correttezza sportiva. E certamente la giustizia non mancherà di stigmatizzare la gravità di queste azioni con i dovuti e congrui provvedimenti disciplinari nei confronti del coach del Calcinaia. A questo riguardo, tuttavia, debbo segnalare una grave imprecisione presente nell’articolo: infatti laddove si dice ” non ha avuto nemmeno il coraggio di espellere chi lo aveva criticato, minacciato ed addirittura colpito” si riporta erroneamente l’accaduto. Infatti il direttore di gara ha avuto ” quel coraggio” perchè ha correttamente espulso il coach del Calcinaia che ha abbandonato il terreno di gioco e seguito la partita dalla tribuna.
3. riguardo al mancato biasimo del pubblico nei confronti del coach del Calcinaia, non si capisce bene , secondo il redattore, in quali forme e comportamenti tale dovuto biasimo si sarebbe dovuto manifestare. Quel che è certo è che nella realtà il pubblico nella quasi totalità, fatta eccezione di qualche irresponsabile, ha assistito in silenzio , incredulo e sbigottito, ai fatti. Ritengo che questo comportamento rappresenti una chiara dissociazione dei presenti rispetto alle azioni condotte dal coach della squadra locale.
4. la sospensione della gara è stata decisa dal Direttore di gara e non dai Carabinieri. Infatti l’arbitro ha ritenuto di non dover far proseguire la gara e i Carabinieri, opportunamente, lo hanno sostenuto n questa sua decisione, vista la comprensibile situazione di stress emotivo in cui si trovava l’arbitro. Tuttavia, come hanno direttamente constatato al loro arrivo le forze dell’ordine, sugli spalti le due tifoserie sostenevano con il proprio incitamento la propria squadra. Sospensione della gara ,quindi , dovuta ad una legittima decisione tecnica del Direttore di gara, non ad una decisione diretta delle forze dell’ordine ,non essendo assolutamente pregiudicato l’ordine pubblico.
Queste puntualizzazioni le ritengo , Gentile Direttore, doverose, non per attenuare le responsabilità di chi ha sbagliato, ma per correggere le imprecisioni presenti nell’articolo , anche per tutelare, mi permetta l’atto di presunzione, coloro che presenti ai fatti , non condividendoli e gustificandoli, sono stati moralmente indicati come corresponsabili dei medesimi.

Con stima,
Massimo Paoli”

3 Comments »

  1. Giovanni Lelli 27 dicembre 2012 at 00:47 - Reply

    Sottoscrivo la precisazione doverosa e puntuale da parte di un altro testimone presente al palazzetto. Ammetto lo sbigottimento per aver letto su questo sito e sul giornale fatti gravi che ledono l’immagine di una persona e che non corrispondono pienamente al vero: non c’è stata nessuna aggressione all’arbitro, il quale infatti ha continuato ad arbitrare per altri 15 minuti prima di sospendere la partita. Sono molto favorevole a mantenere comportamenti idonei a categorie giovanili e non e prendo le distanze da qualsiasi comportamento antisportivo (da parte di giocatori, allenatori e arbitri). Purtroppo di allenatori espulsi ne vediamo tanti, però allenatori che aggrediscono gli arbitri non li vediamo spesso, e questo caso non fa eccezione.Questo deve essere chiaro.
    Ora la giustizia sportiva farà il suo dovere, così come speriamo che tutte le parti in causa, compreso la Federazione e i designatori arbitrali prendano delle contromisure tali per prevenire certe situazioni spiacevoli che poi oltretutto vengono ampliate e strumentalizzate.
    Grazie
    Giovanni Lelli

  2. Indignato 14 gennaio 2013 at 15:55 - Reply

    Trascrivo le parole che sono state citate in precedenza:
    “non c’è stata nessuna aggressione all’arbitro, il quale infatti ha continuato ad arbitrare per altri 15 minuti prima di sospendere la partita”
    Non penso che l’arbitro improvvisamente sia impazzito abbia deciso di fare una cosa del genere. La verità è che ognuno vuole avere le proprie ragioni dall’alto della propria presunzione. Io non farei mai più allenare l’ “allenatore”, volendo essere gentile a chiamarlo allenatore perchè meriterebbe ben altri epiteti, per il resto della sua vita, anzi, gli farei pagare pure una multa salata che sia da monito per il futuro.
    Con questo vi saluto e spero che non ci troveremo più a parlare di certi episodi.
    Un vecchio appassionato di basket

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