“LUNEDI’ SERA CI SIAMO RIUNITI UGUALMENTE, NONOSTANTE LA EX SCUOLA DI CAPRONA (GIA’ PRENOTATA) NON CI SIA STATA APERTA”

L'Eco del Monte e del Padule 20 febbraio 2014 0
“LUNEDI’ SERA CI SIAMO RIUNITI UGUALMENTE, NONOSTANTE LA EX SCUOLA DI CAPRONA (GIA’ PRENOTATA) NON CI SIA STATA APERTA”
LA REAZIONE ALLO SGARBO DEL CONSIGLIERE COMUNALE 
MARRICA GIOBBI – CANDIDATO SINDACO DELLA LISTA CIVICA - 
E' INDIGNATA, SOLO LE TANTE ATTESTAZIONI DI VICINANZA 
DEI CITTADINI SEMBRANO AVERLA PLACATA. PER ORA...


Incerti” che possono accadere nell'arco di una campagna elettorale organizzata e tirata 
innanzi grazie alle proprie forze, senza l'egida di uno stemma partitico tradizionale. 
E' quanto accaduto lunedì sera alla consigliera Marrica Giobbi (candidato sindaco della 
lista civica “Per i Cittadini”), un episodio a metà strada tra il curioso ed il lodevole per la 
tenacia dimostrata dalla consigliera e dal suo auditorio nel superamento dell'ostacolo. 
“E' accaduto che, dopo aver preso i debiti accordi con chi di dovere ed aver fissato 
una riunionedi “Per i Cittadini” alle ex scuole elementari di Caprona per lunedì 17 
febbraio, io ed altre persone abbiamo atteso per oltre un'ora che le porte della scuola 
ci venissero aperte dachi gestisce la struttura” riassume la Giobbi. “Non ci siamo persi 
d'animo e, vista la clemenza del meteo, abbiamo ugualmente tenuto la riunione, all'aperto 
e con “un tetto di stelle” come soffitto...”. Marrica si lascia scherzosamente andare ad 
una licenza poetica, ma la sua indignazione è grande “come la mancanza di chi 
ha le chiavi” aggiunge. “E' gravissimo impedire ad una forza politica come la nostra il 
diritto di riunione attraverso simili “mezzucci”, ma ciò potrebbe significare che la nostra 
presenza è scomoda e mal vista in certi ambienti, e da questo traiamo la forza per 
continuare a batterci per i cittadini”. L'ultima annotazione della Giobbi tocca ai possibili 
mandanti dello “sgarbo”: “La struttura è affidata in gestione ad un'associazione sportiva 
che ha ottenuto dall'amministrazione uno sgravio del 60% sul canone di locazione 
dei locali. Forse questo è stato il loro modo di ringraziare, ma mi permetto di dire che 
certe modalità pittoresche di fare politica appartengono al passato, al “mondo antico” 
di Guareschiana memoria, quando Peppone e Don Camillo si scambiavano dispetti e tiri 
più o meno maligni. Non vorremo mica tornare al passato, proprio oggi che anche a 
livello nazionale ed internazionale i trinariciuti siedono ormai in soffitta...”

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