Svolta sulla morte del parà alla “Gamerra”, il “cold case” risalente al 1999

L'Eco del Monte e del Padule 2 agosto 2018 0
Svolta sulla morte del parà alla “Gamerra”, il “cold case” risalente al 1999

Pisa, 2 agosto 2018 – C’è una svolta nel procedimento sulla morte di Emanuele Scieri, il paracadutista che svolgeva il servizio di leva a Pisa, nella caserma Gamerra e trovato morto il 16 agosto di 19 anni fa.

Secondo quanto appreso, è finito agli arresti domiciliari un commilitone di Emanuele, per il quale sarebbe stata ipotizzata l’ipotesi d’accusa di concorso in omicidio.

Questa mattina è stata convocata appositamente una conferenzza stampa presso la Procura di Pisa per illustrare gli ultimi sviluppi delle indagini alla quale presenzieranno il procuratore della Repubblica Alessandro Crini, gli investigatori della squadra mobile di Firenze ed i poliziotti della sezione di polizia giudiziaria di Pisa che hanno condotto gli accertamenti.

Ricordiamo che Emanuele Scieri scomparve il 13 agosto 1999, il giorno stesso del suo arrivo in caserma a Pisa dopo che aveva svolto il Car a Firenze, ed il suo corpo senza vita fu ritrovato dopo tre giorni nei pressi di una torretta un tempo utilizzata per l’asciugatura ed il ripiegamento dei paracadute.

Lo scorso anno la procura della Repubblica di Pisa aprì nuovamente l’inchiesta, nonostaante che le indagini svolte nell’immediato avessero lasciato supporre un suicidio del giovane praticante avvocato, ma l’ipotesi del suicidio, fin da subito esclusa dalla famiglia di Emanuele, è stata rigettatata anche nel 2017 dalla commissione parlamentare d’inchiesta, secondo la quale il 26enne siciliano fu aggredito da qualcuno.

Fonte: ANSA

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