Solidarietà senza ipocrisie ad Antonio Mazzeo da Fratelli d’Italia

L'Eco del Monte e del Padule 24 settembre 2018 0
Solidarietà senza ipocrisie ad Antonio Mazzeo da Fratelli d’Italia

Apprendere che il consigliere regionale PD Antonio Mazzeo, è stato vittima di intimidazioni e vandalismi ci dispiace e non può che spontaneamente spingerci a solidarizzare” esordisce in una nota scritta di suo pugno ed affidata alla nostra redazione Valerio Lago, esponente di Fratelli d’Italia, formazione politica che con il succitato Mazzeo non ha mai avuto niente a che spartire.

Siamo solidali senza ipocrisia, perché purtroppo sappiamo benissimo come ci si sente ad essere vittima di una intimidazione di natura politica – e nel nostro caso anche di violenze di varia natura – da molto prima del consigliere Mazzeo e non ci solleva affatto annoverarlo in questo club sempre meno esclusivo” prosegue.

Peccato però che l’ondata di indignazione e solidarietà si riversi sempre poco sul lato destro dello scacchiere, e non si ricordi la solidarietà da parte degli avversari politici nel caso di aggressioni accadute in passato, come ad esempio quella ai danni dell’attuale vice Sindaco di Massa, Guido Mottini, preso a cinghiate prima delle elezioni, o di quella subita nel 2011 da Andrea Barabotti (Lega) reo di una vaga somiglianza col “Trota” (il figlio di Bossi, allora onnipresente sulle copertine della stampa, non solamente quella specializzata ma soprattutto scandalistica e di “gossip”, ndr)”

Ricordiamo anche l’aggressione subita al Cep di Pisa dall’allora consigliere della Lega Nord nel Comune di Cascina Susanna Ceccardi, quella ai danni di una militante di CasaPound presa a sprangate a Firenze nel 2016 o di quella subita da Giorgia Meloni a Livorno nel febbraio scorso” prosegue Lago in un elenco che parrebbe non avere fine.

Sembra quasi che la violenza sia un atto dovuto quando la vittima appartiene alle fazioni di destra, addirittura tacciata iniquamente di fascismo ad evocare fantasmi sepolti nei meandri della storia” annota “Questo “doppiopesismo” è forse conseguenza proprio di quei cattivi maestri che a sinistra abbondano, distributori di etichette di fascista a chiunque non si allinei a loro quando gli argomenti scarseggiano, vittime loro stessi di un retaggio degli anni ’70 quando si diceva “uccidere un fascista non è reato”, pronti ad indignarsi solo quando la mala sorte tocca loro”.

Il ragionamento dell’esponente di FdI può essere interpretato anche alla luce di alcune considerazioni oggettive, come la distanza dagli anni del fascismo (oltre 70 anni…) a quella che ci separa dagli anni di piombo (anni ’70/’80 del secolo scorso), periodo in cui si è formata gran parte della classe egemone negli anni di formazione degli attuali dirigenti politici e culturali.

A sinistra devono sempre dover realizzare e toccare con mano prima di capire la pericolosità di un fenomeno sociale – prosegue la nota – Molto spesso, anche dopo aver realizzato, la visione continua a rimanere parziale e la memoria corta o selettiva, soprattutto in quanto a frasi fuori dalle righe”.

Ci auguriamo che per Antonio Mazzeo gli episodi spiacevoli si possano ritenere conclusi, e al tempo stesso ci auguriamo che questo possa servire ad una riflessione attenta sulla deriva presa dalla dialettica politica negli ultimi anni” conclude Valerio Lago di Fratelli d’Italia.

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