Cascina, la minoranza boicotta il provvedimento sulle “Assemblee cittadine“

L'Eco del Monte e del Padule 21 novembre 2018 0
Cascina, la minoranza boicotta il provvedimento sulle “Assemblee cittadine“

 

 

CASCINA, 21 novembre 2018 – Il messaggio che segue ci è giunto direttamente dai vertici istituzionali del comune di Cascina, più precisamente dal PRESIDENTE DE CONSIGLIO COMUNALE Elena Meini, e contiene la denuncia di un comportamento “inspiegabile e ingiustificabile oltre che deprecabile” (parole usate dal Presidente del Consiglio Comunale).

Sul banco degli imputati la minoranza in consiglio comunale cascinese, o per meglio specificare, l’atteggiamento tenuto dai gruppi di minoranza nella seduta del Consiglio Comunale di martedì 20 novembre.

Naturalmente rimaniamo a completa disposizione di coloro che si ritengono vittime degli strali avanzati, garantendo la pubblicazione dell’eventuale replica alle contestazioni avanzate da Elena Meini.

Il consiglio comunale si è tenuto in un giorno ed in un orario scelto appositamente per andare incontro alle esigenze dei gruppi consiliari di minoranza – scrive Elena Meini – ben sapendo che la maggioranza non avrebbe potuto da sola garantire il numero legale in questa data”

Per andare incontro alle richieste della minoranza si era anche derogato ai tempi prescritti per le interrogazioni, consentendone il raddoppio per permetterne l’esaurimento”.

Sempre per andar incontro alle esigenze dalla minoranza ed in veste di cortesia, si era stravolto l’ordine delle interrogazioni, vista anche l’assenza di uno dei gruppi consiliari interroganti. Tutto questo dopo aver variato modalità e orari della Conferenza dei Capigruppo sempre su esplicita richiesta della minoranza”.
“La
minoranza era nonostante tutto assente in larga parte, distratta dalla Commissione avente come oggetto di discussione il “regolamento sulle Assemblee cittadine“, ma si è risvegliata una volta resasi conto delle precedenti amnesie, manifestando rimostranze fuori contesto e chiedendo il ritiro del provvedimento”.

Fuori contesto perchè in Conferenza dei Capigruppo non era stato sollevato alcun appunto in merito e poiché si portava in Consiglio una discussione che avrebbe dovuto tenersi in Commissione”.

Una schizofrenia che ha raggiunto il culmine in una polemica contro gli Assessori assenti perchè deputati delle Repubblica e perciò impegnati altrove (a Roma in Parlamento…).

La polemica è stata evidentemente fuori contesto, anche perchè avanzata da chi sulle assenze avrebbe ben poco da pontificare. Ma per cortesia istituzionale e su richiesta del consigliere di maggioranza Valerio Lago, il punto 11, ultimo all’ordine del giorno e che riguardava l’instaurazione di “Un ponte tra il Comune di Cascina ed i villaggi di Kingria e Tadagtenga (Burkina Faso)”, punto promosso dal consigliere Paola Viegi e sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, veniva sopravanzato al primo posto dei provvedimenti in discussione e messo davanti al punto sulle “Assemblee cittadine” proposto dalla maggioranza e alla mozione dei 5 Selle sulle “foto trappole”.

Tutto questo per consentire di terminare il punto in un orario più agevole e adatto alle esigenze dei rappresentanti dell’associazione attiva con i villaggi del Burkina Faso, presenti per l’occasione in Sala Consiglio”.

Ebbene, terminata la scontata votazione, la minoranza, ben consapevole come da premessa dalla sua decisiva presenza ai fini del numero legale, ha abbandonato l’emiciclo dell’aula nel bel mezzo della discussione del punto sulle “Assemblee cittadine“, rimanendo per qualche minuto seduta nell’area del pubblico, a rimarcare la premeditazione del gesto e l’infantile soddisfazione per la riuscita di una mossa talmente infantile da risultare irritante”.

Ovviamente il Consiglio Comunale è stato sospeso e si è concluso per mancanza del numero legale, ma siamo tutti certi che se non ci fosse stata questa cortesia istituzionale nei confronti di un’associazione che svolge un lavoro encomiabile e vicino allo spirito di questa amministrazione verso certe tematiche, i consiglieri di minoranza non si sarebbero certamente esposti con una mossa del genere, e con ogni probabilità non avrebbero fatto cadere un provvedimento sottoscritto da loro stessi”.

Ma dato che spesso “il diavolo fa le pentole e non i coperchi”, per fare un dispetto ad una maggioranza aliena ad un tatticismo da Prima Repubblica, la minoranza ha castrato pure la propria mozione, impedendone la trattazione”.

Così, l’argomento riguardante le “foto trappole”, tanto sbandierato dai promotori, è caduto nell’oblio.

Ma i gruppi di minoranza possono stare sereni, le “Assemblee cittadine“ andranno in porto, poiché le forze politiche che detengono la maggioranza nell’attuale Amministrazione Comunale, essendo principalmente “populiste”, sono realmente vicine ai cittadini, e non per comodità di facciata”.

Lo sono al punto di voler attribuite ai cittadini stessi un ruolo istituzionale ed istituzionalmente riconosciuto, come espresso nel regolamento delle “Assemblee Cittadine” che alla attuale minoranza sembra dare tanto fastidio”.

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