“Il turismo a Pisa non esiste. Ultimi in Toscana, in un settore che dovrebbe essere una risorsa”

L'Eco del Monte e del Padule 4 gennaio 2018 0
“Il turismo a Pisa non esiste. Ultimi in Toscana, in un settore che dovrebbe essere una risorsa”

Il critico d’arte Luca Nannipieri accusa la città di Pisa di avere, sul turismo, cifre da serie C, indegne di una città che sulla propria storia e tradizione dovrebbe programmare il proprio futuro:

A Pisa il turismo internazionale non c’è. Lo dicono i numeri, e i numeri sono impietosi, da secca bocciatura”. Parola di Luca Nannipieri, uno che di bellezze artistiche e architettoniche dovrebbe masticarne…

“Piazza dei Miracoli e Palazzo Blu sono le sole realtà che competono sullo scenario nazionale e internazionale – prosegue Nannipieri – il resto scompare, annegato in iniziative improbabili e proposte opportunistiche che lasciano il tempo che trovano”.

“Altri centri urbani come Urbino, Mantova, Padova, Brescia, Trieste, Matera o Ravenna sanno promuoversi come città, come brand di città verrebbe da dire, ampliando considerevolmente economia, commercio, lavoro, competenze, progettualità, ristorazione, filiera alberghiera, guide turistiche, applicazioni tecnologiche su ipad, smartphone e tablet, Pisa non esiste fuori da Piazza dei Miracoli (che non è di pertinenza comunale) e dalle stanze di Palazzo Blu (ed anche in questo caso il comune non ha nessuna voce in capitolo)”.

A Pisa funziona turisticamente tutto ciò che non è gestito dal Comune o dallo Stato” riprende.

Mentre milioni di turisti affollano la Torre, capolavori inauditi giacciono non visitati al Museo statale di San Matteo (7.951 visitatori paganti in un anno, cioè 21 miseri al giorno, 2 visitatori ogni ora !!! fonte Mibact)”.

“Il Museo Nazionale di Palazzo Reale ha numeri da chiusura: 1960 visitatori paganti all’anno, cioè 5 visitatori al giorno, fonte Mibact)”.

“Quale qualsiasi attività commerciale, un bar ad esempio, vivrebbe con 5 miseri caffè al giorno ? Quale pizzeria vivrebbe con 5 pizze sfornate ogni giorno ?”

“Finora i politici a Pisa hanno vissuto con la garanzia che tanto ci pensava la Torre a richiamare i turisti, ma questo concetto è ormai sorpassato, sdoganato da  primitivismo culturale tutto “pisano” ed ancorato a dettami decrepiti.

“I numeri appena citati, forniti dal Ministero dei Beni Culturali, sono un de profundis per l’amministrazione attuale che dovrebbe, lavorando sinergicamente con il Mibact, aumentare i visitatori che, nella competizione toscana, sono purtroppo “da retrocessione”.

“Il Ministero, nell’ultimo anno rilevato, ha ufficializzato questi dati sui musei statali su singola provincia: Firenze (4.228.801 paganti), Livorno (90.366), Arezzo (79.998), Siena (27.497) e infine Pisa (24.101)”.

La riflessione viene spontanea: se da un lato è possibile accettare per un cittadino pisano di essere superati sul lato del turismo da Firenze, mai e poi mai può comprendersi un distacco così ampio da Livorno (non fosse altro che per ragioni campanilistiche…), Arezzo o Siena, enormemente svantaggiate rispetto a Pisa da un punto di vista puramente logistico.

“Che cosa significano questi numeri ? – si chiede Nannipieri – semplicemente che Comune e Stato non hanno lavorato per rendere competitiva la proposta museale pisana, promuovere la altre tante bellezze artistiche della città”.

Basti pensare alla Chiesa di Santa Maria della Spina, così ricca di storia e di leggenda, alle Chiese di San Francesco o San Paolo a ripa d’Arno, alle meraviglie custodite nel Museo Nazionale di San Matteo, al Camposanto monumentale, agli splendidi “lungarni” o piazza dei Cavalieri, con lo stupendo palazzo della Carovana disegnato da Giorgio Vasari…

“Per rendere la città nuovamente percepita su scala quanto meno italiana, se non internazionale, il futuro sindaco di Pisa deve dare una forte sterzata alla cultura e al turismo” prosegue Nannipieri.

“Nel futuro prossimo avanzerò personalmente 20 proposte per il prossimo sindaco, finalizzate a far entrare Pisa nella serie A del turismo e della cultura”.

“Non sono proposte che cadono dalla luna, impossibili da realizzare e puramente di facciata, ma sono il frutto di comparazioni e studi specifici tra le città italiane ed europee che, invece di dormire, hanno vinto la sfida del turismo e del commercio”.

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