La Ribalta Teatro presenta “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli – TEATRO LUX, venerdì 16 marzo ore 21

L'Eco del Monte e del Padule 16 marzo 2018 0
La Ribalta Teatro presenta “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli – TEATRO LUX, venerdì 16 marzo ore 21

Rielaborazione Drammaturgica Franco Farina. Regia Alberto Ierardi e Giorgio Vierda. Con Alberto Ierardi, Gilberto Innocenti, Luca Oldani, Marta Paganelli, Lucia Rea e Giorgio Vierda

PISA, 16 marzo – Torna venerdì 16 marzo ore 21.00 Teatro Lux, La Mandragola di Niccolò Machiavellì riscritta da Franco Farina, docente dell’università di Pisa in drammatizzazione di testi narrativi, scrittore e da anni operatore teatrale in città di Pisa e nel territorio toscano.

In scena ci saranno giovani attori: Alberto Ierardi e Giorgio Vierda, nucleo de La Ribalta Teatro con Marta Paganelli, Luca Oldani, Lucia Rea e Gilberto Innocenti.

Sono cinquecento anni che ci confrontiamo con la Mandragola di Niccolò Macchiavelli; decenni che la scuola mantiene quest’opera al centro dei proprio programmi; il teatro molto spesso più o meno routinariamente la ripropone.  “Ma è un’opera che ancora ci parla?”, questo si chiedono i giovani interpreti del Teatro Lux.

Quanto la diamo per scontata e quanto è ancora in grado di orientarci nella nostra vita, disorientandoci?”.

Un amante meschino, un dottore poco astuto, un frate mal vissuto, uno sfruttatore malizioso e senza scrupoli, la donna più bella del mondo; il desiderio spasmodico di un erede da perseguire a tutti i costi, anche a quello della fecondazione assistita (dalla mandragola), anche a costo di passare per scemo; per ottenerlo non ci sono limiti a soldi investibili, a compromessi morali accettabili.

Ma il figlio ottenuto al prezzo di tanti e plurimi maneggi, su quale mondo poi aprirà gli occhi?

Questi gli ingredienti di una storia con cui il palcoscenico di volta in volta è chiamato a giocare.

Confrontarsi ostinatamente con l’originale alla ricerca dell’anima profonda del testo è ricerca necessaria per un nuovo nutriente palcoscenico; è l’unico modo che permette al testo di continuare a nutrirci infilandoci in quella magica piega del tempo che lo può rendere ancora una colta sfolgorantemente nostro contemporaneo.

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